The Massive, fumetto ambientalista underground #TheEarthClub

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The Massive, fumetto ambientalista underground #TheEarthClub

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The Massive è una serie di fumetti creata da Brian Wood appartenente al genere post-apocalittico, in cui catastrofi naturali, epidemie di massa e profezie di civiltà precolombiane danno il via alla destabilizzazione degli equilibri geopolitici, economici e sociali dell’intero pianeta.

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Cosa ci dice la trama: c’è stato un terribile evento denominato Crollo che ha distrutto l’assetto geo-politico mondiale e per giunta ha provocato mutamenti climatici. Molte città sono sommerse dagli oceani, il denaro non ha più valore, i sopravvissuti cercano di tirare avanti come possono. In questo mondo apocalittico la Kapital, peschereccio riconvertito in battello ambientalista dall’associazione Ninth Wave, cerca negli oceani la sua nave gemella scomparsa misteriosamente, la Massive appunto. Il Capitano Callum Israel (figura ricalcata in parte dal personaggio del Capitano Nemo), il quale ha dedicato la propria vita alla salvaguardia degli oceani, ora si chiede, mentre il pianeta muore, cosa significhi essere un ambientalista dopo la morte del Mondo. Callum e la sua ciurma si troveranno contro pirati, ribelli, assassini e ladri mentre tenteranno di perseguire la propria nobile causa.

“We stay alive, we stay functional, we help put the pieces back together.”

L’elemento catastrofista è allo stesso tempo sfondo e causa scatenante delle vicende. In un mondo devastato, dove una serie di cataclismi hanno ribaltato gli equilibri dell’ecosistema globale, ci si chiede se abbia ancora senso essere ambientalisti, mentre ogni cosa decade in un profondo silenzio.

“But we need to know what we’re doing now. Are we still Ninth Wave? No one feels safe or secure. Just take care of us, Callum, and we’ll have your back. Always. We can still change the world, right?”

Lo sceneggiatore newyorkese Wood costruisce una vera e propria denuncia socio-politica contro il bigottismo dell’umanità nei confronti dei problemi che affliggono il nostro tempo, con chiari attacchi verso il concetto del capitalismo industriale e dell’incapacità dei popoli più ricchi di farsi carico delle proprie colpe.

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Wood fa un’analisi di come cambiare chi siamo e delle relazioni tra le persone e con il mondo. E, anche se siamo in un’atmosfera piuttosto triste, la storia parla anche di speranza. Non si tratta, però, del solito messaggio “bisogna tenere duro” o del dogma “ci aspettano sicuramente giorni più luminosi”, ma  della consapevolezza che, nonostante ciò che siamo e ciò che abbiamo fatto, abbiamo ancora una seconda possibilità. I membri della Ninth Wave, il gruppo attivista fondato Callum, si impegnano a trovare il loro ruolo in un nuovo mondo, dove le loro passate esperienze e convinzioni sono spesso in conflitto con le loro nuove circostanze, ma devono avere fede e adattarsi per poter andare avanti.

L’equipaggio della Kapital è vario, non solo nella nazionalità o nell’etnia, ma anche nell’esperienza di vita. Si sono riuniti sotto un’unica bandiera per proteggere l’ambiente e la realtà post-Crollo costringe ciascuno di loro a domandarsi come possono sperare di salvare il pianeta quando sono a malapena in grado di salvare loro stessi. Se la missione dichiarata del libro è quella di trovare la nave scomparsa e svelare il grande mistero di come sono andate veramente le cose, allora il percorso parallelo della crescita di ciascun personaggio è costituito dall’acqua che il lettore naviga per arrivare a destinazione. C’è il giovane idealista, Ryan, l’unico americano a bordo che viene contemporaneamente sorvegliato e ascoltato. C’è Lars, fedele all’errore; così dedito alla causa che non ha mai nemmeno pensato alle alternative. C’è Mag, un soldato per la causa e una figura fraterna per Cal, incapace di risolvere i propri demoni passati. E naturalmente c’è il Capitano Callum Israel, per il quale a volte le uniche opzioni sono quelle di cambiare o morire, anche se insegue la propria balena bianca per motivi sia altruistici che egoistici. E poi c’è Mary. C’era sempre stata Mary...

I percorsi  intrapresi da ogni singolo personaggio durante questo grande viaggio sono radicalmente introspettivi e complessi. Ognuno affronta il disagio di cercare di riconciliare chi erano con chi saranno in un mondo non più familiare.

“It doesn’t matter now…just be better.”

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O.M.