Acque interne

IBE(INDICE BIOTICO ESTESO)


Riferimenti normativi: Ghetti, P. 1997. Manuale di applicazione Indice Biotico Esteso - i macroinvertebrati nel controllo della qualità degli ambienti di acque correnti. Trento: Provincia Autonoma di Trento, Agenzia Provinciale per la Protezione dell’Ambiente.

Sforzo campionamento: 2 operatori sul campo; circa 1 ora/stazione (esclusi i tempi di trasferimento fra le diverse stazioni).

Consegna dei risultati: anticipazioni disponibili in 24 ore; elaborati di sintesi disponibili in 2gg lavorativi dal campionamento.

Descrizione del metodo: l’Indice Biotico Esteso (IBE o EBI), Trent Biotic Index (1964), si basa sull’analisi delle comunità di macroinvertebrati bentonici che colonizzano gli ecosistemi fluviali. I vantaggi dell’utilizzo di tale categoria faunistica sono legati alla stabilità dei popolamenti (sia in termini di distribuzione spaziale che di lunghezza del ciclo vitale), alle frequenze di reperimento relativamente elevate, ai differenti livelli di sensibilità alle alterazioni ambientali riscontrabili per ciascuna unità sistematica, ed alla rapidità di risposta agli impatti.

L’indice si basa sul confronto, in termini quantitativi (numero di unità sistematiche reperite) e qualitativi (es. presenza di tipologie di organismi particolarmente sensibili), fra il popolamento macrobentonico effettivamente campionato ed un generico popolamento “atteso” per ambienti privi di impatto antropico. I cambiamenti nella composizione del popolamento, che vengono tradotti dall’indice in un valore numerico, a propria volta legato ad una classe di qualità ecologica, sono riferibili all’insieme degli effetti causati nel tempo da differenti cause di turbativa (fisiche, chimiche e biologiche: l’effetto del singolo impatto non è invece discernibile). Il calcolo dell’IBE è inoltre necessario per la determinazione dell’indicatore di Stato Ecologico del Corso s’Acqua (SECA); la medesima procedura di campionamento è applicata per la determinazione dell’Indice di Funzionalità Fluviale (IFF) [per ulteriori dettagli cfr. le rispettive voci alla sezione "acque interne"].
Tipologia di output: scheda di restituzione dati, comprensiva di: elenco dettagliato delle unità sistematiche reperite; valore dell’indice IBE; Classe di Qualità (CQ) calcolata per ciascuna stazione campionata; sintesi dei risultati ottenuti e conclusioni; fotodocumentazione della campagna di campionamento.

ANALISI MACROINVERTEBRATI: SISTEMA MACROPER(STAR_ICMI)


Riferimenti normativi:IRSA-CNR. 2007. Notiziario dei Metodi Analitici n. 1 Marzo 2007 – Macroinvertebrati acquatici e Direttiva 2000/60/EC (WFD). Roma: IRSA-CNR, ISSN 1125-2464.

Sforzo campionamento: 2 operatori sul campo; circa 2,5 ore/stazione (esclusi i tempi di trasferimento fra le diverse stazioni).

Consegna dei risultati: anticipazioni disponibili in 48 ore; elaborati di sintesi disponibili in 3gg lavorativi dal termine delle operazioni di campionamento.

Descrizione del metodo: il sistema di classificazione MacrOper consente di derivare una classe di qualità utilizzando gli organismi macrobentonici come indicatore. Tale metodo permette di definire lo stato ecologico (espresso in termini di Ecological Quality Ratio: EQR) della stazione in esame, in conformità con quanto richiesto dalla Direttiva Acque (Water Frame Directive, WFD: 2000/60/CE). Le principali differenze rispetto ad altri indici basati sulla medesima matrice (macrobenthos), quali l’Indice Biotico Esteso (IBE [cfr. la relativa scheda]) sono: il campionamento replicato in base alla rappresentatività delle diverse tipologie di microhabitat presenti nell’area in esame (sistema multihabitat proporzionale);

il conteggio di ciascuna unità sistematica rilevata in sostituzione della determinazione per presenza/assenza; il calcolo dell’indice derivato da sei metriche indipendenti opportunamente ponderate (STAndardisation of River classifications_Intercalibration Common Metric index: STAR_ICMi). Inoltre, i singoli risultati ottenuti sono confrontati con le condizioni di riferimento biologiche precedentemente definite per ogni tipo fluviale delle varie idroecoregioni (Hydro-Eco-Regions: HER), nei termini di un rapporto osservati/attesi. Come gran parte degli indici biotici, non si tratta di un’analisi stressor-specifica, non risolvendo fra le diverse cause di turbativa. Gli EQR calcolati possono essere impiegati per la valutazione della qualità ecologica dei corsi d’acqua al fine di poter svolgere l’esercizio di intercalibrazione dei fiumi europei in relazione alla componente macrobentonica.
Tipologia di output: scheda di restituzione dati, comprensiva di: elenco dettagliato delle unità sistematiche reperite; valore dell’indice STAR-ICMi; Classe di Qualità (CQ) calcolata per ciascuna stazione campionata in riferimento ai limiti di classe stabiliti per la tipologia fluviale di riferimento; sintesi dei risultati ottenuti e conclusioni; fotodocumentazione della campagna di campionamento.

EPI-D E ALTRI INDICI DIATOMICI


Riferimenti normativi: APAT. 2004. L’Indice Diatomico di Eutrofizzazione/Polluzione (EPI-D) nel monitoraggio delle acque correnti – linee guida. Dell’Uomo A. (curatore). Firenze: CTN_AIM, ARPAT.

Sforzo campionamento: 2 operatori sul campo; circa 20′/stazione (esclusi i tempi di trasferimento fra le diverse stazioni).

Consegna dei risultati: elaborati di sintesi disponibili in 5gg lavorativi dal termine del campionamento.

Descrizione del metodo: gli indici diatomici hanno lo scopo di definire lo stato ecologico di un corso d’acqua sulla base della composizione specifica del popolamento di diatomee bentoniche (Cl. Bacillariophyceae) riscontrato, mediante l’elaborazione di opportuni indici numerici. Tali indici vengono ponderati sulle caratteristiche delle singole specie (es. sensibilità agli inquinanti, plasticità ecologica, abbondanza relativa all’interno del popolamento): i valori ottenuti possono essere riferiti a Classi di Qualità stabilite a priori, oppure alle condizioni di riferimento calcolate per ciascun macrotipo fluviale, come previsto dalla Direttiva 2000/60/CE.

In dettaglio, l’indice EPI-D determina, tramite l’applicazione della formula Zelinka-Marvan (1961) e successive elaborazioni, la Classe di Qualità ecologica (CQ) per ciascuna stazione campionata, riferita ad una scala qualitativa di otto (Dell’Uomo, 1996, 1999; Dell’Uomo et al., 1999) o cinque intervalli (APAT, 2004). Tale indice, l’unico elaborato per il contesto territoriale italiano, non risulta essere conforme alle direttive europee in materia di acque, e non può essere impiegato per la determinazione del rapporto di qualità ecologica (Ecological Quality Ratio: EQR). L’indice multimetrico di intercalibrazione (Intercalibration Common Metric index: ICMi) è basato sul calcolo di due sottometriche, opportunamente ponderate, e sul conseguente interconfronto del risultato ottenuto con valori di riferimento proposti per ciascuna tipologia fluviale indagata (macrotipo), consentendo pertanto l’esercizio di intercalibrazione in conformità con quanto prescritto dalla Direttiva 2000/60/CE. Ulteriori indicatori diatomici (es. TDI, TI, IPS, SI, IBD, IDG) possono essere eventualmente calcolati, previo accordo, sulla base di specifiche richieste del cliente..
Tipologia di output: scheda di restituzione dati, comprensiva di: elenco dettagliato delle unità sistematiche reperite; valore dell’indice; Classe di Qualità (CQ)/EQR (ove disponibile) relativa a ciascuna stazione campionata; sintesi dei risultati ottenuti e conclusioni.

INDICI PER LA VALUTAZIONE DELLA QUALITA' NEI LAGHI


Riferimenti normativi: CNR-ISE. 2011. Indici per la valutazione della qualità ecologica nei laghi. Marchetto A., Lugliè A., Padedda B.M., Mariani M.A., Sechi N., Salmaso N., Morabito G., Buzzi F., Simona M., Garibaldi L., Oggioni A., Bolpagni R., Rossaro B., Boggero A., Lencioni V., Marziali L., Volta P., Ciampittiello M. (autori). Verbania Pallanza: Report CNR-ISE 03-11.

Sforzo campionamento: variabile in relazione al metodo; min. 2 operatori sul campo; tempistica specifica per ciascun indice.

Consegna dei risultati: elaborati di sintesi disponibili in 10-15gg lavorativi dal termine di ciascuna campagna.

Descrizione del metodo: gli ecosistemi lacustri presentano peculiari caratteristiche idromorfologiche che rendono inapplicabili la maggior parte degli indici biologici utilizzati in ambienti di acqua corrente; sono state pertanto sviluppate metodiche apposite per ambienti di questo tipo. Considerati i fattori di pressione antropica più comuni per tali ecosistemi (es. eutrofizzazione), gli elementi biologici utilizzati come indicatori sono stati individuati fra le categorie maggiormente suscettibili a tali stress, quali il fitoplancton, il macrobenthos o le comunità di macrofite bentoniche. Gli indici qui proposti sono intercalibrati con condizioni di riferimento sovranazionali in ottemperanza alla Direttiva 2000/60/CE “Acque”.
- L’indice MedPTI è applicabile agli invasi subalpini di bassa e media quota (fino a 800m.s.l.m.): la procedura di calcolo tiene conto del biovolume di ciascuna specie fitoplanctonica rilevata nella fascia trofica, ponderato per il corrispettivo valore trofico e valore indicatore. Sono richiesti almeno 4 campagne di campionamento/anno per la determinazione del biovolume medio annuo di ciascuna specie.
- L’indice PTIspecies, applicabile ai laghi profondi (<-120m) sudalpini, si basa anch’esso sul biovolume delle specie fitoplanctoniche, proporzionato al peso trofico di ciascuna di esse. Per la sua determinazione sono richieste almeno 6 campagne di campionamento/anno.

- L’indice PTIot, applicabile agli ambienti lacustri di media profondità (>-15m) di bassa e media quota (200-800m.s.l.m.), mette in relazione il biovolume di ciascuna specie fitoplanctonica, l’indice trofico ed il valore indicativo di tolleranza della stessa. Anche in questo caso sono richieste 6 campagne di campionamento/anno. Gli indici MacroIMMI e MTIspecies utilizzano come bioindicatore la comunità di macrofite sommerse; sono applicabili esclusivamente ai laghi dell’ecoregione alpina. Tali indici valutano la presenza di specie indicatrici, ponderata rispettivamente per il valore trofico delle stesse (MTIspecies) ed i punteggi trofici in relazione alle profondità di crescita, normalizzati per i limiti di classe (MacroIMMI).
- L’indice BQI si basa sulla composizione della fauna bentonica lacustre, opportunamente ponderata; è applicabile a qualsiasi contesto lacustre sul territorio nazionale.
- L’indice LFI sintetizza lo stato ecologico delle comunità ittiche lacustri: è applicabile alla maggior parte dei laghi italiani [servizio al momento non disponibile]. Ulteriori indici, ad es. quelli derivanti da integrazione di alcuni dei precedenti (es. Indice Complessivo del Fitoplancton, ICF) possono essere determinati sulla base di specifiche richieste del cliente.
Tipologia di output: scheda di restituzione dati, comprensiva di: elenco dettagliato delle unità sistematiche reperite; valore dell’indice; Classe di Qualità (CQ)/EQR (ove disponibile) relativa a ciascuna stazione campionata; sintesi dei risultati ottenuti e conclusioni.

IFF (Indice di Funzionalità Fluviale)


Riferimenti normativi: APAT-Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare-APPA. 2007. IFF – Indice di Funzionalità Fluviale – Nuova versione del metodo revisionata e aggiornata. Siligardi M. (coordinatore g.d.l.). Trento: Bertelli, Manuale APAT 2007, ISBN 978-88-448-0318-6.

Sforzo campionamento: 2-3 operatori sul campo; circa 3-6 ore/sezione (in rapporto alla complessità idrologica della sezione).

Consegna dei risultati: elaborati di sintesi disponibili in 3gg lavorativi dal termine delle sessioni di campionamento.

Descrizione del metodo: l’Indice di Funzionalità Fluviale (IFF), qui proposto nella sua versione aggiornata (2007), in linea con i principi espressi dalla Direttiva 2000/60/CE, fornisce una valutazioni sintetica sulla funzionalità fluviale e sulle cause del suo deterioramento, nonché precise indicazioni per orientare gli interventi di riqualificazione e stimarne preventivamente l’efficacia. L’indice impiega un approccio olistico: attraverso l’analisi di parametri morfologici, strutturali e biotici dell’ecosistema, interpretati alla luce dei principi dell’ecologia fluviale, vengono rilevate le funzioni ad essi associate, nonché l’eventuale allontanamento dalla condizione di massima funzionalità, individuata rispetto ad un modello ideale di riferimento. La lettura critica ed integrata delle caratteristiche ambientali consente così di definire un indice globale di funzionalità.

La corretta compilazione della scheda di rilevamento IFF, che non prevede l’assistenza di strumentazione, implica una serie di operazioni complesse, per le quali la competenza degli operatori è un requisito fondamentale e irrinunciabile al fine di evitare di incappare in errori grossolani. In considerazione di ciò, il rilievo in campo è eseguito da una squadra di operatori aventi competenze diversificate in ambito idrobiologico, faunistico e floristico-vegetazionale. Si rappresenta come per la determinazione dell’IFF sia necessario effettuare il campionamento delle comunità di invertebrati bentonici, come avviene per il calcolo degli indici IBE eSTAR_ICMi [per ulteriori dettagli cfr. le rispettive voci alla sezione "acque interne"].
Tipologia di output: scheda di restituzione dati, comprensiva di: scheda di rilevamento compilata; considerazioni relative alle eventuali criticità; valore dell’indice IFF, Livello di Funzionalità e Giudizio di Funzionalità per ciascuna sezione esaminata; considerazioni complessive; fotodocumentazione della campagna di monitoraggio.

SECA (Stato Ecologico del Corso d'Acqua)


Riferimenti normativi: D. Lgs. 152/99 e s.m.i., All. 1. 1999. Monitoraggio e classificazione delle acque in funzione degli obiettivi di qualità ambientale. Roma: Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana Gazzetta Ufficiale n. 246 del 20 ottobre 2000, Supplemento Ordinario n. 172.

Sforzo campionamento: come per Indice Biotico Esteso [cfr. relativa scheda].

Consegna dei risultati: elaborati di sintesi disponibili in 15gg lavorativi dal termine delle sessioni di campionamento.

Descrizione del metodo: SECA (Stato Ecologico del Corso d’Acqua), definisce lo stato ecologico dei corpi idrici superficiali come espressione della complessità degli ecosistemi acquatici e della natura chimica e fisica delle acque, considerando prioritario lo stato degli elementi biotici dell’ecosistema. Tale indice è costruito integrando i risultati ottenuti dell’applicazione di due differenti sotto-indici: l’Indice Biotico Esteso (IBE [cfr. la voce corrispondente alla sez. “acque interne”]) ed il Livello di Inquinamento da Macrodescrittori (LIM, che prevede la determinazione dei parametri chimicofisici e biologici di cui alla Tab. 7 del D.Lgs. 152/99 e s.m.i.

[Nota: tali analisi possono essere svolte da laboratori terzi, di provata affidabilità, in relazione di subappalto con il presente fornitore]). Il calcolo dell’indice è ottenuto combinando, secondo un procedimento definito nell’All. 1 del D.Lgs. 152/99 e s.m.i., i valori dei due sotto-indici citati e considerando il risultato peggiore tra i due.Scopo dell’indice è quello di descrivere la qualità degli ambienti di acque correnti sulla base dei dati ottenuti dalle analisi chimico-fisiche e microbiologiche..
Tipologia di output: scheda di restituzione dati, comprensiva di: elenco dettagliato delle unità sistematiche reperite; valori analitici dei parametri indagati: valore dell’indice IBE; valore dell’indice LIM; Classe di Qualità (CQ) SECA calcolata per ciascuna stazione campionata; sintesi dei risultati ottenuti e conclusioni; fotodocumentazione della campagna di campionamento.

METODO CARAVAGGIO


Riferimenti normativi: IRSA-CNR. 2005. Il rilevamento idromorfologico e degli habitat fluviali nel contesto della Direttiva europea sulle acque (WFD): principi e schede di applicazione del metodo CARAVAGGIO. Buffagni A., Erba S., Ciampittiello M. (curatori). Roma: IRSA-CNR, Notiziario dei Metodi Analitici n. 2, ISSN 1125-2464.

Sforzo campionamento: 2-3 operatori sul campo; circa 3-6 ore/stazione (in rapporto alla complessità idrologica della stazione).

Consegna dei risultati: elaborati di sintesi disponibili in 4gg lavorativi dal termine delle sessioni di campionamento.

Descrizione del metodo: il metodo CARAVAGGIO (Core Assessment of River hAbitat VAlue and hydro-morpholoGIcal cOndition), direttamente derivato dall’inglese River Habitat Survey (1997), consente il rilevamento puntuale di un’ampia gamma di caratteristiche idromorfologiche e di habitat, soddisfacendo i requisiti della Direttiva 2000/60/CE;

fornisce inoltre una stima qualitativa dell’entità degli impatti dovuti alla presenza di strutture artificiali e/o interventi antropici lungo l’asse fluviale. Il metodo è comunque funzionale alla raccolta di dati di habitat e idromorfologici qualitativi e quantitativi a differenti scale spaziali, da utilizzarsi a fini conservazionistici, di monitoraggio e/o di prevenzione.
Tipologia di output: scheda di restituzione dati, comprensiva di: scheda di rilevamento compilata; considerazioni relative alle eventuali criticità rilevate; considerazioni complessive; fotodocumentazione della campagna di monitoraggio.

INDICI DI QUALITA' DELLE AREE RIPARIE (WSI, BSI, ELI)


Riferimenti normativi:Braioni M.G., Penna G. (curatori). 1998. Indici ambientali – I nuovi indici ambientali sintetici di valutazione della qualità delle rive e delle aree riparie: Wild state index, Buffer strip index, Environmental Landscape Indices: il metodo CISBA. Biologia Ambientale 6: pp. 21-47.

Sforzo campionamento: 2-3 operatori sul campo; circa 3-6 ore/stazione (in rapporto alla complessità idrologica della stazione).

Consegna dei risultati: elaborati di sintesi disponibili in 15gg lavorativi dal termine delle sessioni di campionamento.

Descrizione del metodo: la definizione degli indici ambientali sintetici di valutazione dello stato di naturalità delle rive e della loro potenzialità a filtrare e a tamponare i nutrienti e gli inquinanti risulta indispensabile per fornire dati con un grado di precisione, di sensibilità e di complessità secondo scale spaziali e temporali adeguate all’intervento o al processo pianificatorio oggetto di esame, ovvero, più in generale, al fine di rendere compatibili gli usi di un corso d’acqua e delle sue aree riparie con la difesa dalle piene e con la salvaguardia o il ripristino della biodiversità, da cui dipende la conservazione della capacità auto depurativa del sistema fiume. In tal senso, gli indici ambientali sintetici qui proposti per la valutazione della qualità delle rive e delle aree riparie si configurano come strumenti adeguati ad ottenere dati di questo tipo, fornendo inoltre ampie garanzie di standardizzazione e replicabilità dei risultati.

Il BSI (Buffer Strip Index) dà una misura indiretta della capacità delle rive di filtrare, metabolizzare e bioaccumulare i nutrienti e gli inquinanti veicolati nella massa d’acqua durante le piene o percolanti dal territorio.
Il WSI (Wild State Index) riflette lo stato di naturalità delle rive e la potenzialità di queste aree a sostenere un elevato livello di biodiversità.
Gli ELI (Environmental Landscape Indices) valutano il paesaggio-ambiente degli ambiti fluviali nel suo significato più ampio (geografico/ ambientale, storico, percettivo/estetico, ecc.), così come è inteso anche dal “Landscape Planning”, in funzione della pianificazione di aree, comprese quelle ad alta vulnerabilità. Gli indici proposti sono tra loro complementari nella valutazione della qualità delle rive e delle aree riparie: risultano pertanto funzionali, se applicati ai tratti fluviali, all’individuazione e alla pianificazione lungo un corso d’acqua, ma anche nel suo territorio di pertinenza, di aree a diversa tutela in cui lo sviluppo delle attività antropiche può essere compatibile con la riduzione del rischio di esondazioni e con il mantenimento del buono stato della risorsa fluviale.
Tipologia di output: scheda di restituzione dati, comprensiva di: schede di rilevamento compilate; considerazioni relative alle eventuali criticità; valore dell’indice BSI/WSI, valore degli indici ELI; considerazioni complessive; fotodocumentazione della campagna di monitoraggio.

LHS (Lake Habitat Survey) E INDICI FUNZIONALI LACUSTRI


Riferimenti normativi: Braioni M.G., Penna G. (curatori). 1998. Indici ambientali – I nuovi indici ambientali sintetici di valutazione della qualità delle rive e delle aree riparie: Wild state index, Buffer strip index, Environmental Landscape Indices: il metodo CISBA. Biologia Ambientale 6: pp. 21-47.

Sforzo campionamento: 2-3 operatori sul campo; circa 3-6 ore/stazione (in rapporto alla complessità idrologica della stazione).

Consegna dei risultati: elaborati di sintesi disponibili in 15gg lavorativi dal termine delle sessioni di campionamento.

Descrizione del metodo: la definizione degli indici ambientali sintetici di valutazione dello stato di naturalità delle rive e della loro potenzialità a filtrare e a tamponare i nutrienti e gli inquinanti risulta indispensabile per fornire dati con un grado di precisione, di sensibilità e di complessità secondo scale spaziali e temporali adeguate all’intervento o al processo pianificatorio oggetto di esame, ovvero, più in generale, al fine di rendere compatibili gli usi di un corso d’acqua e delle sue aree riparie con la difesa dalle piene e con la salvaguardia o il ripristino della biodiversità, da cui dipende la conservazione della capacità auto depurativa del sistema fiume. In tal senso, gli indici ambientali sintetici qui proposti per la valutazione della qualità delle rive e delle aree riparie si configurano come strumenti adeguati ad ottenere dati di questo tipo, fornendo inoltre ampie garanzie di standardizzazione e replicabilità dei risultati.

Il BSI (Buffer Strip Index) dà una misura indiretta della capacità delle rive di filtrare, metabolizzare e bioaccumulare i nutrienti e gli inquinanti veicolati nella massa d’acqua durante le piene o percolanti dal territorio.
Il WSI (Wild State Index) riflette lo stato di naturalità delle rive e la potenzialità di queste aree a sostenere un elevato livello di biodiversità.
Gli ELI (Environmental Landscape Indices) valutano il paesaggio-ambiente degli ambiti fluviali nel suo significato più ampio (geografico/ ambientale, storico, percettivo/estetico, ecc.), così come è inteso anche dal “Landscape Planning”, in funzione della pianificazione di aree, comprese quelle ad alta vulnerabilità. Gli indici proposti sono tra loro complementari nella valutazione della qualità delle rive e delle aree riparie: risultano pertanto funzionali, se applicati ai tratti fluviali, all’individuazione e alla pianificazione lungo un corso d’acqua, ma anche nel suo territorio di pertinenza, di aree a diversa tutela in cui lo sviluppo delle attività antropiche può essere compatibile con la riduzione del rischio di esondazioni e con il mantenimento del buono stato della risorsa fluviale.
Tipologia di output: scheda di restituzione dati, comprensiva di: schede di rilevamento compilate; considerazioni relative alle eventuali criticità; valore dell’indice BSI/WSI, valore degli indici ELI; considerazioni complessive; fotodocumentazione della campagna di monitoraggio.

Nota: analisi non comprese nell’elenco possono essere comunque effettuate dietro richiesta; in tal caso è però necessario un periodo di tempo supplementare, al fine di verificare preliminarmente il metodo ed effettuare le necessarie prove interne di intercalibrazione.