Rilievi faunistici

Analisi dei popolamenti faunistici: grandi mammiferi


Riferimenti normativi: metodologie approvate dalle seguenti istituzioni: INFS (Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica); UZI (Unione Zoologica Italiana); Comitato Scientifico per la Fauna d’Italia (Società Italiana di Entomologia, UZI, Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio – Servizio Conservazione della Natura).

Sforzo campionamento: 2 operatori sul campo; durata variabile in base alla tipologia di stazione ed al metodo applicato.

Consegna dei risultati: elaborati di sintesi disponibili in 3gg lavorativi dal termine della campagna di campionamento.

Descrizione del metodo: i metodi proposti per la componente faunistica in oggetto consentono la determinazione di parametri ecologici delle popolazioni in esame (es. densità, struttura di popolazione, densità relativa, distribuzione della popolazione, uso dell’habitat. Si ottiene generalmente un’analisi di tipo quantitativo o semi-quantitativo, con espressione dei risultati in termini di indici di abbondanza e dati di biodiversità, oltre che di densità di popolazione (eventualmente suddivisa per classi di età). Sono preferibilmente impiegati i seguenti metodi:
Censimento estensivo mediante unità di osservazione (block count) (target: grandi ungulati): osservazione diretta, diurna, da parte di operatori fissi e/o in movimento in Settori di Riferimento (SdR) e Unità di Rilevamento (UdR), da sottoporre a conteggio in giornate successive. Periodicità annuale, da effettuarsi in periodi favorevoli (es. svernamento).

Censimento estensivo o campionario primaverile notturno con faro (target: carnivori, grandi ungulati, lagomorfi): osservazione notturna condotta da automezzo mediante l’impiego di fari, finalizzata ad una quantificazione complessiva delle presenza lungo percorsi o in aree aperte, con individuazione di percorsi idonei. Periodicità: annuale, da Aprile a Giugno.
Censimento estensivo o campionario al bramito (target: cervo): rilevamento notturno acustico dei maschi adulti al bramito. Periodicità: annuale, durante il periodo riproduttivo (autunno).
Rilevamento di indici di presenza (target: grandi carnivori, mustelidi, ungulati, lagomorfi): stima dell’abbondanza sulla base del numero dei segni di presenza (es. fregoni, tracce, brucature, marcature con feci) in rapporto ad una superficie o ad un transetto (strip transect). Periodicità: potenzialmente realizzabile durante tutto l’anno.
Conteggio delle tane attive (target: grandi carnivori, mustelidi): il numero di tane attive (i.e. che ospitano coppie o gruppi di riproduttori con cuccioli) in un’area adeguatamente perlustrata fornisce un indice dell’abbondanza della popolazione residente. Periodicità: annuale (periodo primaverile).
Tipologia di output: scheda di restituzione dati, comprensiva di: checklist delle specie reperite; stime di abbondanza/densità; calcolo di indici/indicatori derivati o collegati alla raccolta dati (da concordarsi preventivamente); cartografia tematica (se richiesta); sintesi dei risultati ottenuti e conclusioni; fotodocumentazione delle operazioni di censimento.

Analisi dei popolamenti faunistici: piccoli mammiferi


Riferimenti normativi: metodologie approvate dalle seguenti istituzioni: INFS (Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica); UZI(Unione Zoologica Italiana); Comitato Scientifico per la Fauna d’Italia (Società Italiana di Entomologia, UZI, Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio – Servizio Conservazione della Natura).

Sforzo campionamento: 2 operatori sul campo; durata variabile in base alla tipologia di stazione ed al metodo applicato.

Consegna dei risultati: elaborati di sintesi disponibili in 5gg lavorativi dal termine della campagna di campionamento.

Descrizione del metodo: i metodi proposti per il monitoraggio della microteriofauna (talpe, toporagni, arvicole, ghiri, topi, ratti) non permettono, di solito, di ottenere una stima della densità delle popolazioni in esame, in quanto risulta spesso impossibile ricondurre il campionamento ad una determinata misura di superficie; il conteggio e l’identificazione degli individui catturati forniscono tuttavia un indice di abbondanza della popolazione, nonché una rappresentazione della biodiversità dei micromammiferi in una data regione. Sono generalmente applicati i seguenti metodi:
Analisi delle borre: raccolta e dissezione delle borre, i frammenti indigeriti delle prede (ossa, denti, pelo), compattate in modo caratteristico, che vengono regolarmente rigurgitati da alcuni uccelli rapaci (in particolare gli strigiformi notturni). Tale operazione consente di identificare le specie di micromammiferi che hanno costituito il pasto del predatore, potendone così inferire la presenza sul territorio indagato (corrispondente all’area di caccia del campionatore considerato). Il metodo consente di ottenere dati qualitativi o semi-quantitativi (all’aumentare dello sforzo di campionamento).

Trappole “a vivo”: campionamento basato su una disposizione di trappole non letali, di diverso tipo, a intervalli regolari, lungo un transetto od in modo da formare una “griglia di cattura”: nel secondo caso, è possibile ottenere una stima della densità della popolazione, potendo ricondurre il numero di esemplari catturati alla superficie di campionamento (area della “griglia”). Le catture si effettuano nottetempo, per almeno tre notti consecutive; è sempre previsto il rilascio degli esemplari catturati.
Tipologia di output: scheda di restituzione dati, comprensiva di: checklist delle specie reperite; stime di abbondanza/densità (se possibile); calcolo di indici/indicatori derivati o collegati alla raccolta dati (da concordarsi preventivamente); cartografia tematica (se richiesta); sintesi dei risultati ottenuti e conclusioni; fotodocumentazione delle operazioni di censimento.

Analisi dei popolamenti faunistici: rettili e anfibi


Riferimenti normativi: metodologie approvate dalle seguenti istituzioni: Societas Herpetologica Italica; UZI (Unione Zoologica Italiana).

Sforzo campionamento: 2 operatori sul campo; durata variabile in base alla tipologia di stazione ed al metodo applicato.

Consegna dei risultati: elaborati di sintesi disponibili in 3gg lavorativi dal termine della campagna di campionamento.

Descrizione del metodo: i dati relativi all’erpetofauna italiana sono raccolti, su scala nazionale, all’interno del progetto “Atlante degli Anfibi e Rettili Italiani”, a cura della Societas Herpetologica Italica, di cui si adottano alcuni dei metodi di campionamento proposti:
Osservazione diretta: ricerca e conteggio degli esemplari lungo transetti o all’interno di aree rappresentative del territorio. Il metodo consente di ottenere dati qualitativi o semi-quantitativi (all’aumentare dello sforzo di campionamento).
Cattura manuale: ricerca e cattura degli esemplari previa ricerca in microhabitat tipici o mediante l’uso di attrezzature (trappole a caduta o galleggianti, cappi, retini). Si ottengono risultati di tipo prevalentemente qualitativo: aumentando lo sforzo di campionamento è possibile procedere alla determinazione di parametri ecologici, quali l’Indice di Petersen (Heyer et al., 1994), ottenibile mediante la ricattura degli esemplari precedentemente catturati e marcati (“metodo delle catture successive”).

Richiami acustici: conteggio dei richiami dei maschi in corrispondenza dei punti d’ascolto (possibile solo per anfibi canori e limitato alla sola stagione riproduttiva).
Possono inoltre essere applicati altri metodi a supporto dei precedenti, quali il transetto notturno effettuato su automezzo (night driving, utile per il monitoraggio degli anfibi notturni) e/o la raccolta e l’identificazione degli esemplari uccisi sulle strade (roadkill analysis). Tutti i metodi proposti sono applicabili esclusivamente ai periodi in cui la componente faunistica in esame è attiva (primavera-autunno). A prescindere dalla tecnica adottata, si garantisce il rilascio e l’incolumità degli esemplari catturati.
Tipologia di output: scheda di restituzione dati, comprensiva di: checklist delle specie reperite; stime di abbondanza/densità (se possibile); calcolo di indici/indicatori derivati o collegati alla raccolta dati (da concordarsi preventivamente); cartografia tematica (se richiesta); sintesi dei risultati ottenuti e conclusioni; fotodocumentazione delle operazioni di censimento.

Analisi dei popolamenti faunistici: uccelli


Riferimenti normativi: metodologie approvate dalle seguenti istituzioni: MITO2000 (Monitoraggio ITaliano Ornitologico); INFS(Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica); CISO (Centro Italiano Studi Ornitologici).

Sforzo campionamento: 2 operatori sul campo; durata variabile in base alla tipologia di stazione ed al metodo applicato.

Consegna dei risultati: elaborati di sintesi disponibili in 5gg lavorativi dal termine della campagna di campionamento.

Descrizione del metodo: il censimento dell’avifauna rappresenta un punto di riferimento utile per il monitoraggio della biodiversità, confronto tra habitat, indagini pre e post-trattamento, riferite a tale componente faunistica. Considerata l’importanza che gli uccelli selvatici rivestono anche in contesti comunitari od internazionali (si veda ad es. la Direttiva 79/409/CEE “Uccelli” o la Convenzione di Ramsar, 1971, relativa alla fauna degli ambienti umidi), il corretto monitoraggio delle popolazioni naturali risulta particolarmente importante nell’ottica della gestione sostenibile del territorio e/o della progettazione di infrastrutture. Ad oggi sono disponibili numerose metodologie, adatte a vari tipi di ambiente o di specie ornitica e rispondenti ai principi espressi dalle normative internazionali, per censire l’avifauna di una data area in modo preciso ed accurato.
Rilievo mediante stazioni di ascolto (point counts): individuazione delle specie nidificanti nell’area in esame mediante l’ascolto dei canti da un numero adeguato di stazioni. Il metodo, qualitativo, è particolarmente adatto per ambienti boschivi e/o specie difficili da osservare; occorre tuttavia esperienza per identificare correttamente il canto di ciascuna specie.

Rilievo su transetti lineari: registrazione dei contatti (visivi od auditivi) ottenuti da un osservatore durante il tempo impiegato a percorrere un transetto di lunghezza predeterminata; si riportano quindi la specie, il numero di individui, l’attività, il substrato e la distanza dal transetto degli uccelli osservati. Il metodo è sostanzialmente qualitativo; aumentando decisamente lo sforzo di campionamento (35-40 registrazioni, ripetizione mensile del campionamento) è tuttavia possibile ottenere informazioni semiquantitative e procedere al calcolo di indici faunistici (es. ricchezza di specie, abbondanza, diversità) e stime di densità.
Le specie particolarmente elusive o rare (es. rapaci) possono inoltre richiedere l’applicazione di metodiche particolari, quali ad esempio battute di ascolto in particolari momenti della giornata (es. al tramonto per gli strigiformi), ricerca dei nidi o dei segni di presenza, induzione di risposta canora (censimento al playback). Le specie coloniali (es. laridi, ardeidi) richiedono anch’esse tecniche specifiche per stimare le densità delle colonie individuate.
I metodi qui riportati hanno spesso un’applicabilità circoscritta ad un determinato periodo dell’anno e/o ad una certa tipologia ambientale: è possibile chiedere informazioni relativamente alla tipologia di censimento più opportuna per un determinato ambiente/stagione. Non si effettuano censimenti mediante tecniche di inanellamento.
Tipologia di output: scheda di restituzione dati, comprensiva di: checklist delle specie reperite; stime di abbondanza/densità (se possibile); calcolo di indici/indicatori derivati o collegati alla raccolta dati (da concordarsi preventivamente); cartografia tematica (se richiesta); sintesi dei risultati ottenuti e conclusioni.

Nota: analisi non comprese nell’elenco possono essere comunque effettuate dietro richiesta; in tal caso è però necessario un periodo di tempo supplementare, al fine di verificare preliminarmente il metodo ed effettuare le necessarie prove interne di intercalibrazione.