Analisi acque interne

Analisi acque interne

ERSE realizza analisi delle acque interne in Toscana e nel resto d’Italia, applicando i seguenti indici sintetici.

IBE (Indice Biotico Esteso)

L’IBE si basa sull’analisi delle comunità di macroinvertebrati bentonici che colonizzano gli ecosistemi fluviali, in particolare sul confronto quali-quantitativo fra il popolamento macrobentonico campionato ed un generico popolamento “atteso” per ambienti privi di impatto antropico. I cambiamenti nella composizione del popolamento, che vengono tradotti dall’indice in un valore numerico, a propria volta legato ad una classe di qualità ecologica, sono riferibili all’insieme degli effetti causati nel tempo da differenti cause di turbativa (fisiche, chimiche e biologiche).

Sistema MacrOper (STAR_ICMi)

L’indice STAR_ICMi (STAndardisation of River classifications_Intercalibration Common Metric index) consente di derivare una classe di qualità utilizzando gli organismi macrobentonici come indicatore, definendo lo stato ecologico della stazione in esame in conformità con quanto richiesto dalla Direttiva Acque (Water Frame Directive, WFD: 2000/60/CE). Le principali differenze rispetto ad altri indici basati ugualmente sul macrobenthos sono: il campionamento replicato in base alla rappresentatività delle diverse tipologie di microhabitat presenti; il conteggio di ogni unità sistematica rilevata in sostituzione della determinazione per presenza/assenza; il calcolo dell’indice derivato da sei metriche indipendenti opportunamente ponderate.

EPI-D e altri Indici Diatomici

Gli Indici Diatomici hanno lo scopo di definire lo stato ecologico di un corso d’acqua sulla base della composizione specifica del popolamento di diatomee bentoniche (Bacillariophyceae). Tali indici vengono ponderati sulle caratteristiche delle singole specie (es. sensibilità agli inquinanti, plasticità ecologica, abbondanza relativa all’interno del popolamento): i valori ottenuti possono essere riferiti a Classi di Qualità stabilite a priori, oppure alle condizioni di riferimento calcolate per ciascun macrotipo fluviale, come previsto dalla Direttiva 2000/60/CE. L’EPI-D è l’unico indice elaborato per il contesto territoriale italiano, ma non risulta essere conforme alle direttive europee in materia di acque e non può essere impiegato per la determinazione del rapporto di qualità ecologica (Ecological Quality Ratio: EQR). L’indice multimetrico di intercalibrazione (ICMi), al contrario, rispetta quanto prescritto dalla Direttiva 2000/60/CE. Ulteriori indicatori diatomici (es. TDI, TI, IPS, SI, IBD, IDG) possono essere eventualmente calcolati, previo accordo, sulla base di specifiche richieste del cliente.

Indici per la Valutazione della Qualità nei Laghi

Gli elementi biologici utilizzati come indicatori sono quelli maggiormente suscettibili a stress, quali il fitoplancton, il macrobenthos o le comunità di macrofite bentoniche. Gli indici qui proposti sono conformi alla Direttiva 2000/60/CE “Acque”.

  • L’indice MedPTI è applicabile agli invasi subalpini di bassa e media quota (fino a 800m s.l.m.): si tiene conto del biovolume di ciascuna specie fitoplanctonica, ponderato per il corrispettivo valore trofico e valore indicatore.

  • L’indice PTIspecies, applicabile ai laghi profondi (<-120m) sudalpini, si basa anch’esso sul biovolume delle specie fitoplanctoniche, proporzionato al peso trofico di ciascuna di esse.

  • L’indice PTIot, applicabile agli ambienti lacustri di media profondità (>-15m) di bassa e media quota (200-800m s.l.m.), mette in relazione il biovolume di ciascuna specie fitoplanctonica, l’indice trofico ed il valore indicativo di tolleranza della stessa.

  • Gli indici MacroIMMI e MTIspecies utilizzano come bioindicatore la comunità di macrofite sommerse; sono applicabili esclusivamente ai laghi dell’ecoregione alpina. Tali indici valutano la presenza di specie indicatrici, ponderata per il valore trofico delle stesse e i punteggi trofici in relazione alle profondità di crescita.

  • L’indice BQI si basa sulla composizione della fauna bentonica lacustre, opportunamente ponderata; è applicabile a qualsiasi contesto lacustre sul territorio nazionale.

  • L’indice LFI sintetizza lo stato ecologico delle comunità ittiche lacustri: è applicabile alla maggior parte dei laghi italiani.

  • Ulteriori indici, ad es. quelli derivanti da integrazione di alcuni dei precedenti (es. Indice Complessivo del Fitoplancton, ICF) possono essere determinati sulla base di specifiche richieste del cliente.

IFF (Indice di Funzionalità Fluviale)

L’IFF fornisce una valutazione sintetica sulla funzionalità fluviale e sulle cause del suo deterioramento, nonché precise indicazioni per orientare gli interventi di riqualificazione e stimarne preventivamente l’efficacia. Attraverso l’analisi di parametri morfologici, strutturali e biotici dell’ecosistema, interpretati alla luce dei principi dell’ecologia fluviale, vengono rilevate le funzioni ad essi associate, nonché l’eventuale allontanamento dalla condizione di massima funzionalità, individuata rispetto ad un modello ideale di riferimento. Per la determinazione dell’IFF è necessario effettuare il campionamento delle comunità di invertebrati bentonici (vedi IBE e STAR_ICMi).

SECA (Stato Ecologico del Corso d’Acqua)

SECA definisce lo stato ecologico dei corpi idrici superficiali come espressione della complessità degli ecosistemi acquatici e della natura chimica e fisica delle acque, considerando prioritario lo stato degli elementi biotici dell’ecosistema. Tale indice è costruito integrando i risultati ottenuti dell’applicazione di due sotto-indici e considerando il risultato peggiore tra i due: l’Indice Biotico Esteso (IBE) ed il Livello di Inquinamento da Macrodescrittori (LIM, che prevede la determinazione dei parametri chimico-fisici e biologici di cui alla Tab. 7 del D. Lgs. 152/99 e s.m.i.).

Metodo Caravaggio

Il metodo CARAVAGGIO (Core Assessment of River hAbitat VAlue and hydro-morpholoGIcal cOndition) consente il rilevamento puntuale di un’ampia gamma di caratteristiche idromorfologiche e di habitat, soddisfacendo i requisiti della Direttiva 2000/60/CE; fornisce, inoltre, una stima qualitativa dell’entità degli impatti dovuti alla presenza di strutture artificiali e/o interventi antropici lungo l’asse fluviale. Il metodo è comunque funzionale alla raccolta di dati quali-quantitativi a differenti scale spaziali, da utilizzarsi a fini conservazionistici, di monitoraggio e/o di prevenzione.

Indici di Qualità delle Aree Riparie (WSI, BSI, ELI)

Gli indici proposti sono tra loro complementari. Risultano funzionali all’individuazione e alla pianificazione lungo un corso d’acqua, ma anche nel suo territorio di pertinenza, di aree a diversa tutela in cui lo sviluppo delle attività antropiche può essere compatibile con la riduzione del rischio di esondazioni e con il mantenimento del buono stato della risorsa fluviale.

  • Il BSI (Buffer Strip Index) dà una misura indiretta della capacità delle rive di filtrare, metabolizzare e bioaccumulare i nutrienti e gli inquinanti veicolati nella massa d’acqua durante le piene o percolanti dal territorio.

  • Il WSI (Wild State Index) riflette lo stato di naturalità delle rive e la potenzialità di queste aree a sostenere un elevato livello di biodiversità.

  • Gli ELI (Environmental Landscape Indices) valutano il paesaggio-ambiente degli ambiti fluviali nel suo significato più ampio (geografico/ambientale, storico, percettivo/estetico, ecc.), così com’è inteso anche dal Landscape Planning, in funzione della pianificazione di aree, comprese quelle ad alta vulnerabilità.

Stato Ecologico delle Comunità Ittiche

Lo Stato Ecologico delle Comunità Ittiche è normalmente stimato mediante l’indice NISECI (prec. ISECI) negli ecosistemi di acque interne del territorio nazionale. Il parametro stima lo stato di naturalità della comunità (calcolato in base alla presenza di specie indigene attese per il quadro zoogeografico di riferimento, nonché alla presenza/assenza di specie aliene) e il suo stato di salute ecologica (derivabile tramite l’analisi di dinamiche ecologiche quali l’età media della popolazione e la capacità di reclutamento). Ulteriori integrazioni al metodo consentono di adeguare l’indice alle direttive europee in materia di acque (in particolare: Dir. 2000/60/CE “Acque”), mediante l’introduzione di descrittori delle condizioni di riferimento per ciascun contesto idrico e l’individuazione di elementi indicatori standardizzati.