Analisi marino-costiere

Analisi marino-costiere

Metodo Cartografico Litorale CARLIT

Il metodo CARLIT (CARtography of LITtoral and upper-sublittoral benthic communities) mappa su carte di scala adeguata la composizione e lo sviluppo lineare delle comunità algali di ambiente microtidale, al fine d’inferire l’entità del disturbo antropico, al quale le comunità superficiali di substrato roccioso dominate da macroalghe rispondono in tempi relativamente brevi. Si tratta di uno strumento utile per un’indagine preliminare su lunghi tratti costieri, che garantisce allo stesso tempo sensibilità, semplicità d’applicazione e costi analitici ridotti. Per le sue caratteristiche di semplicità d’applicazione e basso impatto sulla comunità (non distruttivo), il metodo si presta all’applicazione in aree naturali protette di interesse conservazionistico; la tipologia di risultati prodotti è in accordo con la Direttiva 2000/60/CE.

Analisi delle praterie di Posidonia oceanica

Lo studio delle praterie di Posidonia oceanica, oltre a fornire dati sullo stato di salute di questo importante bioma mediterraneo, costituisce un indicatore biologico affidabile della qualità delle acque e della situazione ecologica dell’area costiera. Tale fanerogama marina risulta, infatti, relativamente sensibile alle variazioni delle condizioni ambientali, cui risponde variando determinati parametri (es. densità, ricoprimento foliare, aspetti fenologici, produttività, profondità ed aspetto del limite inferiore della prateria). Fra i numerosi indici sviluppati per il suo monitoraggio, si riportano quelli maggiormente applicati.

  • La stima della densità della prateria misura il numero di fasci fogliari per metro quadrato, definendo una serie di cinque Classi di Densità che, a propria volta, sintetizzano i diversi livelli di disturbo, da impercettibile (Cl.I: “prateria molto densa”) a molto intenso (Cl.V: “semiprateria”).

  • La determinazione del numero medio di foglie per ciuffo (Leaf Area Index: LAI) e il calcolo del Coefficiente A rappresentano stime di parametri fenologici relativi allo stato di salute vegetativa dei singoli rizomi ortotropi, all’effettiva superficie fogliare della pianta ed allo stress (idrodinamico o dovuto a predazione) a cui questa risulta sottoposta. Tali parametri risultano utili per un confronto rapido e preciso fra lo stato di salute di diverse praterie, ubicate in differenti aree geografiche e/o sottoposte a diverse tipologie di disturbo.

  • L’analisi lepidocronologica, fornendo una stima del numero di foglie prodotte da ciascun rizoma ortotropo nel corso di un ciclo vegetativo annuale, consente di calcolare la produzione primaria per fascio (P). Tale metodo, opportunamente accoppiato con analisi chimiche, permette, inoltre, di valutare la quantità di inquinanti assorbiti dalla pianta nel corso di ciascun ciclo vegetativo, risultando molto utile nello studio del bioaccumulo.

  • La dinamica del limite inferiore della prateria, ecologicamente più fragile e dunque maggiormente suscettibile di regressione e/o diradamento in caso di stress, è effettuata tramite il protocollo balisage, formulato dal Reseau de Surveillance Posidonie, basato sull’impiego di corpi morti (balises) da collocarsi sul fondo. Questi rappresentano il riferimento spaziale su cui valutare la progressione o la regressione del limite inferiore della prateria durante le successive campagne di monitoraggio. Tale studio, unitamente alla stima dei parametri precedentemente descritti, consente di stimare l’andamento vegetativo dell’intera prateria, rilevando gli eventuali segnali di stress.

Analisi delle comunità bentoniche M-AMBI

L’indice M-AMBI è utilizzato per definire lo stato di salute del corpo idrico attraverso l’analisi del macrobenthos. Le comunità bentoniche sono usate con successo come indicatori di stress o inquinamento, poiché la loro composizione in specie e le relazioni interspecifiche riflettono le condizioni ambientali. Sono, inoltre, relativamente poco mobili e agiscono come una sorta di memoria biologica in quanto soggetti a tutte le variazioni naturali o antropiche incidenti nell’area in cui vivono. Per la valutazione dell’indice la comunità bentonica di ogni stazione viene analizzata calcolando i parametri strutturali o di comunità (numero di specie, ricchezza specifica, abbondanza, diversità ed equitabilità), al fine di descrivere quali-quantitativamente il popolamento. Il calcolo dell’indice consente di valutare lo stato del corpo idrico come richiesto dalla normativa europea.